Oreste Citi fa da tempo parte della collezione permanente
Casa Museo Carlo Pepi, clicca per vedere la collezione ,dove figura insieme agli altri grandi astrattisti, del dopoguerra italiano.
Oreste Citi nasce a Capannoli nel 1934,; fin da adolescente,ha avuto predisposizione per il disegno, esercitandolo in tutte le sue forme e superfici: sui fogli, sulle pareti e per esercizio anche su "tappeti" di sabbia.
Ha affinato le sue innate qualità di disegnatore, frequentando l'istituto Industriale di Pisa, e successivamente, i corsi di disegno e di pittura all'Accademia di Belle Arte di Venezia, che ,durante il servizio militatare ,
potè frequentare , grazie ai corsi messi a disposizione al tempo per i profughi Italiani provenienti dall'Istria, in pochi mesi , passando dai corsi di prima alla seconda e cosi via raggiunse nel breve spazio di 12 mesi (all'epoca il servizio militare durava 18 mesi)la classe quarta, frequentando anche i corsi di pittura a fresco.
Tornato , nella seconda metà degli anni 50' al suo paese d'origine, che era posto notoriamente,al centro di una zona dedita alla costruzione di mobili, si dedicò a disegnare arredamenti, a comporre interi ambienti, per frequentare l'ambiente artistico, si mise a fare il rappresentante, uscendo così dall provincia viaggiava per la brianza , Milano ,etc, attratto dall'arte non mancava di frequentare mostre, ed alcuni tra i maggiori esponenti dell'arte d'avanguardia.
Per arrotondare le entrate, cominciò a produrre delle opere commerciali con vernici a spruzzo su lastre di alluminio, che poi lavorarva a fresco, incidendo paesaggi fantastici, figureaffascinanti e futuribili, che senza problemi, vendeva a grossi mercanti che li mandavano in tutto il mondo.
Nel contempo, partecipava ad estemporanee ed eseguiva i normali quadri di paesaggi che vendeva specialmente ai galleristi livornesi.
Stanco di adoperare il "mestiere" che lo portava ad eseguire opere di routine e quindi più di carattere artgianale che artistico, sentì la necessità di passare all'astrazione ed all'informale.
Sentì che quello era il suo vero mondo , che gli consentiva di esprimere a pieno quelle che erano le sue emozioni, i suoi sogni i suoi colori.
Queste opere trovarono ottima accoglienza all'estero tramite dei mercanti della Brianza..
Verso la metà degli anni '70 la richiesta cessò.
Per necessità economiche si dedicò a fare il decoratore di mobili e di interni, senza mai tralasciaree del tutto, quella che è la sua vera predisposizione: quella di sperimentare e trasmettere le sensazioni in opere informali che lo svincolano dal bagaglio della sua grande abilità e dal mestiere.
L'arte del resto è genialità, invenzione e non produrre oper "normali".
Per lo spirito innato di artista,per la instancabile ricerca, per l'apertura mentale, per le risultanze, credo che Citi meriti di comparire tra i migliori artisti Pisano-Livornesi del secondo dopo guerra.