Arteventoweb & NoneArt & Sat8 TV evento on line on tv 2008
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ArteEventoWeb in collaorazione con NoneArt mostra on line ed on tv dal 20 Feba l 20 Mar
ArteEventoWeb, in collaborazione con NoneArt, organizza il primo evento mediatico , nazionale,che si svolge on line , ed on tv, sempre visibile sul web , cliccando su l link di seguito: Sat8 tv, e su Sat8 e Sky 859 alle ore 8.00, alle 18.00, ed alle 24.30 tutti i giorni.
Dal 20 di Febbraio al 20 di Marzo,il sito ArteEventoWeb,
propone , una selezione di artisti italiani che espongono su NoneArt, e gli artisti di ArteEventoWeb,
diretto da Gianluca Citi.
E un esperimento interessante , sulla comunicazione mediatica, ciò che fino a pochi anni fa era solo un pensiero, è diventato realtà,
Gianluca Citi, propone questa selezione artistica, strizzando l'occhio al mondo della musica, che ha preso a modello
per il suo modo effervescente di produrre spettacoli, rispetto al mondo dell'arte,
che secondo i canoni tradizionali, dovrebbe passare attraverso gallerie pubbliche e private, che però hanno molte
difficoltà a promuovere iniziative, per l'alto impegno che viene richiesto d aparte degli operatori,
sul web , al contrario , basta un clik per accedere ad una mostra evento.
Il progetto NONEART nasce nel marzo 2004 .
L’obbiettivo principale dell’associazione è quello di dare visibilità ai giovani artisti; promuovendoli attraverso internet, eventi, mostre e collaborazioni con strutture pubbliche e private.
Quando ancora la mia percezione della vita era legata ai canoni classici, rientrando nella mia vecchia casa, per caso, o per destino, mi imbattei in un lavoro di un amico "None". Rimasi ad osservarlo, ed un tiepido torpore prese a farsi largo nella mia mente: ero incantato da quell’opera, che racchiudeva in se un frammento di storia che sentivo anche mia.
Non mi è cosa facile il descrivere sulla carta il fiume di emozioni che mi pervasero, gioia, tristezza, paura, solitudine, incomprensione… avevo davanti ai miei occhi il caleidoscopio dei miei sentimenti, il tutto.
In questo lasso di tempo, mentre miravo e subivo la forza sprigionata dall’opera, si fece largo nel rimescolio dei miei pensieri, un’idea: " ma quanti buoni artisti ci sono in giro, che rimangono anonimi poeti dell’essere, solo perché non hanno la possibilità di mostrare al mondo il loro genio espresso.".
I giorni successivi furono turbati da questo pensiero, che ancor di più faceva capolino in me, dato che da allora, l’opera era esposta in casa mia, un richiamo continuo si sprigionava da essa, costante e forte il suo messaggio si spandeva tra le mie mura, come avrei potuto rimanere indifferente a questo segnale?
Da questo momento il seme di quello che sarà poi il progetto "NONEART " era stato gettato. In origine, secondo le mie intenzioni, il nome sarebbe dovuto essere " NO ONE ART ", arte di nessuno, nessuna arte, ma avrebbe sminuito sia le opere ed i talento degli artefici, lo scartai, presi in considerazione NONE, come forma abbreviata di NO ONE , poi aggiunsi ART, ma da intendere come arte per tutti, non per uno solo.
Nacque NONEART, che a ben vedere i giochi della lingua mi riportarono all’origine di tutto, nientemeno che ad ARTE DI NONE, il silenzioso ispiratore di questa mia idea. Chiesi all’amico se per lui potessero esserci inconvenienti ed al suo assenso, mi lanciai a capofitto in questo mio progetto, che trasformai in una missione.
Quando il destino ci mette del suo, nell’arco di poco tempo, incontrai un gruppo di artisti, a mio avviso molto dotati, ma ignoti al pubblico, ed iniziai a proporre le loro creazioni, trovando il giusto richiamo per far apprezzare a chiunque le emozioni che i loro lavori riescono a dare.
Seguitemi e li potremo scoprire assieme, vedendoli e perché no, cercando di conoscerli.
Nell' incontro tra ArteEventoWeb e NoneArt , è scoccata una scintilla, due sinergie artistiche si sono incontrate, per dare vita
ad una nuova idea di godimento dell'arte.
Flavio Facincani, Gianluca Citi
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Cinzia Airaghi nasce a Rho (Mi) nel 1973 e attualmente vive ad Alessandria.
Dopo aver conseguito il diploma di maturità artistica frequenta il corso triennale di Fashion Designer presso l’Istituto Artistico “Marangoni” di Milano.
Terminati gli studi vince il Concorso Internazionale Giovani Stilisti “Mittelmoda” di Gorizia e nello stesso anno si classifica finalista al Concorso Nazionale “Riccione Moda Italia”.
Successivamente comincia il suo percorso professionale nella moda e colleziona diverse esperienze in qualità di disegnatrice e stilista, collaborando con Uffici Stile e Atelier a Milano e provincia.
Acquisisce esperienza in campo pittorico inizialmente attraverso la realizzazione di soggetti estremamente figurativi, per poi giungere a trascendere la realtà in una visione astratta del tutto personale.
Il percorso artistico di Cinzia Airaghi nasce da un’esigenza innata di rappresentare con il colore le sfumature di certi luoghi della mente e dell’anima appartenenti a un personalissimo e variegato mondo interiore ricco di sensibilità e fantasia, all’interno del quale la pittura diviene l’unico mezzo espressivo in grado di comunicare con l’esterno.
Pittura che si potrebbe definire intimista, lirica, che riflette spesso i sentimenti contrastanti che agitano l’animo umano, in bilico tra certezza e incertezza, gioia e dolore, inquietudine e quiete, spesso in dubbio se seguire istinto o ragione, spirito o materia, senso del dovere o piacere.
Le sue opere sono esse stesse, frutto di questi dualismi, nate talvolta da gesti istintivi, talvolta da ponderate scelte cromatiche e stilistiche, alternano sulla tela dettagli concreti all’interno di visioni astratte, arricchendosi di materia fluida insieme a materia solida in una sorta di equilibrio tra il finito e l’infinito.
I colori paiono uscire dalla tela, talora con forza, talora con delicatezza, in un leggiadro movimento scaturito dallo stato d’animo dell’artista. Le sue opere si arricchiscono spesso di dettagli che con ogni probabilità le derivano dalla propria formazione di stilista, e la tela pare allora diventare un candido abito bianco sul quale disegnare stampe preziose,inserire particolari in rilievo,coordinare colore e materia,e nel quale racchiudere soprattutto il fascino di un’emozione.
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La mia passione per i computer inizia attorno ai 13-14 anni, sono un autodidatta come l’altra mia attività la fotografia anche quella iniziata da adolescente, accantonata per un periodo e poi ripresa dopo l’università.
E’ stata sicuramente una visione artistica del corso di laurea in Biologia che andrà ad influenzare molte mie forme. Spesso mi piace definirle sculture aliene, ovviamente amo molto i libri scientifici sull’astronomia e biologia. Le forme delle mie sculture sono sicuramente influenzate dall´amore e dallo stupore che la Natura (non necessariamente terrena) mi dà, in particolare per certe strutture organiche, senza ombra di dubbio il mio universo di riferimento è l’universo stesso inteso come micro e macrocosmo, in questo i miei studi universitari in Biologia hanno avuto (e continueranno ad averlo) un peso non indifferente.
... Punte, aculei e rostri sono sempre presenti sulle mie forme, sebbene siano armi di difesa e non di offesa. Le mie forme sono cariche di energia e tensione, a volte sensuali nella loro fierezza aliena. Adoro le superfici rugginose e consumate, vissute e piene di segni che il tempo ha indelebilmente lasciato nella loro materia. A queste ruggini contrappongo materiali riflettenti, traslucidi e levigati quasi a voler simboleggiare il rigore, la lucidità, la razionalità mentre le ruggini si possono leggere come metafore di aggressività, irrazionalità, istintualità.
Sentimenti che in fondo albergano schizofrenicamente in noi e che creano la nostra dualità e ambiguità.
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Nicola Bettale è nato a Schio nel 1978 dove attualmente risiede a lavora.
Si Avvicina alla fotografia nel 2005 , scoprendo di primo acchito di prediligere la fotografia digitale a quella analogica, considerata la sua passione per la grafica.
Il suo percorso artistico-fotografico non è del tutto tradizionale, infatti egli sviluppa fin dall´ inizio una spiccata tendenza alla ricerca formale e concettuale attraverso la quale indaga soggettivamente gli aspetti individuali e collettivi della società.
La sua poetica risulta essere un mosaico ricco di sensazioni uniche e particolari dove cromatismi e stilizzazioni recitano armoniosamente tra di loro.
Approdi iconici non convenzionali elaborati con uno stile che va oltre la fotografia, attraverso i quali percepire qualcosa che travalica il visibile, penetra nell’inconscio, tra metafore, simboli e messaggi.
“La fotografia – ha scritto Paolo Costantini, studioso veneziano di raffinata sensibilità culturale – consente di non rimanere trattenuti dall’oggetto, poiché, attraverso di essa, l’oggetto si lascia oltrepassare: verso una dimensione immaginaria, misteriosa, in uno spazio in cui perdersi”. Bettale costruisce intriganti "fotomosaici", che racchiudono le sue considerazioni sulla contemporaneità, nei quali il segno, libero di narrare e di essere, dinamico, plurale ed espressivo, domina e fluttua armoniosamente, quasi con musicalità. I suoi lavori sono appunti di un originale itinerario composto da intriganti stilizzazioni grafiche connotate da una elevata progettualità segnica e innervate da singolari sfaccettature emotive e da rimandi significativi tra l’irreale e il fantastico.
L´ autore veneto va oltre gli oggetti osservati, con l’indagine e il linguaggio.
Dopo averli individuati, li scandaglia, li elegge a simboli, li personifica, vestendoli di soggettività e collocandoli nell’ambito di una trama invisibile di relazionali e raccordi interattivi, all’interno e tra i diversi piani di lettura.
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Biografia di Walter Xausa
Nato a Palermo nel il 01 Dicembre 1981, vive e lavora a Desenzano del Garda (Brescia) e frequenta l´accademia di Belle Arti "G.B.Cignaroli" di Verona.
L´enfant prodige della pittura, come viene definito in virtù della sua giovane età e della sua straordinaria versatilità pittorica, ha già ricevuto importanti riconoscimenti e premi in esposizioni en plein air, collettive, concorsi e personali di pittura.
Partito dal neo-figuratismo dalle tinte accese e dal segno forte e marcato, ha valorizzato la sua dimensione espressiva in una performance creativa che agisce sulla materia pittorica concepita come magma primordiale dagli intensi valori cromatici e dal flusso vitale energetico propri di certi eventi naturali, prevaricando la superficie del quadro e invadendo lo spazio circostante, incontenibile come l´ansia di sperimentare dell´autore.
Di lui si è interessata, con entusiasmo, la stampa locale, nazionale ed alcune riviste d´arte lo hanno inserito nella lista degli artisti Italiani più promettenti della nuova generazione figurativa
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Nasce in Germania l’ 11 Giugno del 1972 . Nel 1995 consegue il diploma di Stilista e Modellista presso l’istituto professionale Callegari a Verona. Opera nel campo dell’ abbigliamento come disegnatore e sarto fino al 2000 anno in cui inizia il suo personale e autodidatta studio dell’arte ed in particolare della pittura ad olio. Vive e lavora a Bardolino sul lago di Garda, nel suo percorso artistico, oltre alla pittura, si dedica alla creazione di installazioni ed allestimenti per eventi e locali pubblici.
HANNO SCRITTO:
Daniele Liguori Cenni biografici
Forse una biografia non sarà abbastanza per dar contorno ad un personaggio talmente variegato e versatile quale è Daniele Liguori, esemplare straordinario di intraprendenza, irrequietezza mista a devozione alla tranquillità. Comunque, per comprendere qualcosa di più della persona prima che dell’artista di cui si tratta , diviene necessario un breve excursus sugli anni passati, sulla vita trascorsa, sulle tappe fondamentali del percorso esistenziale.
Nasce nel giugno del 1972 in Germania, vicino a Stoccarda, essendosi i genitori trasferiti per motivi di lavoro; tuttavia non sarà la Germania la sua casa, in quanto l’infanzia e l’adolescenza saranno interrotti da continui trasferimenti da una città all’altra. Il fatto di non aver avuto un vero e proprio nido stabile nel momento in cui si forma la personalità potrebbe aver innestato in Daniele il meccanismo della ricerca di continuo cambiamento, della repulsione verso la staticità e della sua amata ed al contempo odiata voglia di solitudine.
Questo continuo modificarsi dell’ambientazione e delle persone attorno a sé modifica anche lui, allarga i suoi orizzonti, lo rende sempre in tensione verso qualcos’altro, verso la novità, verso la sfida del nuovo giorno, ma, allo stesso tempo, lo fa coesistere con una dimensione che è di sua esclusiva proprietà, un mondo dipinto nella sua mente che lo fa sentire finalmente a casa, finalmente abbracciato da tutto ciò che per lui è intimo e familiare.
Il 1999 è l’anno della svolta alla pittura, si concede al pennello subito dopo la morte del padre, anch’egli pittore.
Esilarante è sentire parlare quest’uomo di sé, del suo vagabondare, dell’eccitazione provocata dalla bellezza che lo circonda e del fatto che lui sia per l’ennesima volta in tensione verso l’ignoto. Non sa ancora cosa farà da grande; probabilmente dipenderà da quello che la vita gli metterà davanti. Non sa ancora se la pittura sarà la sua ultima dimensione…la sua inquietudine potrebbe spingerlo verso altri mondi a lui ancora sconosciuti.
A tutta questa vivacità egli contrappone una tranquillità placida ed elegante, sia nell’espressione che nei modi…un connubio che lo rende veramente unico nel suo genere.
È tutto questo che Daniele trasporta sulla tela: la sua irrequietezza, il suo mondo immaginario e tutta la sua eleganza.Contrappone immagini reali ad ambientazioni surreali. Vive i corpi che dipinge con sana e definita passione erotica, senza mai cadere nella facile trappola della volgarità. Respira assieme ai suoi nudi, li fa diventare parte di sé e poi se ne libera nel dipinto, lasciandoli come sospesi in arie parallele.E’ un artista che convince per la sua accattivante sensualità e per il fatto che lo spettatore ha l’impressione di percepire quell’emozione, quello sguardo che oltrepassa i limiti della tela, quel gusto nell’esprimere tutto ciò.Il suo stile, seppure in fase di sviluppo, appare già deciso e sicuro. Emancipato, mai pesante, mai catturato od imprigionato da ipocriti moralismi, la sua arte è libera da censure, originale e senza slogan. Assolutamente autodidatta, Daniele Liguori si può senz’altro definire un miracolo d’arte.
N.Marchese
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Oreste Citi nasce a Capannoli nel 1934,; fin da adolescente,ha avuto predisposizione per il disegno, esercitandolo in tutte le sue forme e superfici: sui fogli, sulle pareti e per esercizio anche su "tappeti" di sabbia.
Ha affinato le sue innate qualità di disegnatore, frequentando l'istituto Industriale di Pisa, e successivamente, i corsi di disegno e di pittura all'Accademia di Belle Arte di Venezia, che ,durante il servizio militatare ,
potè frequentare , grazie ai corsi messi a disposizione al tempo per i profughi Italiani provenienti dall'Istria, in pochi mesi , passando dai corsi di prima alla seconda e cosi via raggiunse nel breve spazio di 12 mesi (all'epoca il servizio militare durava 18 mesi)la classe quarta, frequentando anche i corsi di pittura a fresco.
Tornato , nella seconda metà degli anni 50' al suo paese d'origine, che era posto notoriamente,al centro di una zona dedita alla costruzione di mobili, si dedicò a disegnare arredamenti, a comporre interi ambienti, per frequentare l'ambiente artistico, si mise a fare il rappresentante, uscendo così dall provincia viaggiava per la brianza , Milano ,etc, attratto dall'arte non mancava di frequentare mostre, ed alcuni tra i maggiori esponenti dell'arte d'avanguardia.
Per arrotondare le entrate, cominciò a produrre delle opere commerciali con vernici a spruzzo su lastre di alluminio, che poi lavorarva a fresco, incidendo paesaggi fantastici, figureaffascinanti e futuribili, che senza problemi, vendeva a grossi mercanti che li mandavano in tutto il mondo.
Nel contempo, partecipava ad estemporanee ed eseguiva i normali quadri di paesaggi che vendeva specialmente ai galleristi livornesi.
Stanco di adoperare il "mestiere" che lo portava ad eseguire opere di routine e quindi più di carattere artgianale che artistico, sentì la necessità di passare all'astrazione ed all'informale
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Nel contempo, partecipava ad estemporanee ed eseguiva i normali quadri di paesaggi che vendeva specialmente ai galleristi livornesi.
Stanco di adoperare il "mestiere" che lo portava ad eseguire opere di routine e quindi più di carattere artgianale che artistico, sentì la necessità di passare all'astrazione ed all'informale.
Sentì che quello era il suo vero mondo , che gli consentiva di esprimere a pieno quelle che erano le sue emozioni, i suoi sogni i suoi colori.
Queste opere trovarono ottima accoglienza all'estero tramite dei mercanti della Brianza..
Verso la metà degli anni '70 la richiesta cessò.
Per necessità economiche si dedicò a fare il decoratore di mobili e di interni, senza mai tralasciaree del tutto, quella che è la sua vera predisposizione: quella di sperimentare e trasmettere le sensazioni in opere informali che lo svincolano dal bagaglio della sua grande abilità e dal mestiere.
L'arte del resto è genialità, invenzione e non produrre oper "normali".
Per lo spirito innato di artista,per la instancabile ricerca, per l'apertura mentale, per le risultanze, credo che Citi meriti di comparire tra i migliori artisti Pisano-Livornesi del secondo dopo guerra.
Carlo Pepi.
Archeopop
Pur rimanendo fedele a se stesso, ed alla sua poetica Oreste Citi da qualche anno ha avviato una profonda ristrutturazione della sua poetica,cercando di mediare la pittura tradizionale italiana, l'olio , il chiaro scuro la composizione ,la profondità,con la lezione americana del pop moderno della semplicità le inquadrature pubblicitarie.
é arrivato così ad iuna mediazione che buffo a dirlo sta tra la sinopia e Keth Haring, per chi non lo sapesse la sinopia, è il disegno tracciato apennello che precede la stesura dell'affresco, per chi le ha viste , sa di che cosa parlo, sembrano fumetti antichi ,l'unico museo di questi lavori si trova a pisa , in piazza dei miracoli sotto la Torre, apoche centinaia di metri in linea d'aria il più grande lavoro di Keith Haring dietro la chiesa di S. Antonio sempre a Pisa, già in quella occasione , Haring mitigò disse lui i suoi normali colori per adattarli al luogo storico.
Oreste ha cercato con successo di unire queste due anime : la tradizione europea , e la modernità americana, su delle tele grezze impregnate di resine e di materia, traccia dei disegni tridimensionali ,sono linee come fili di ferro di monocromi su monocromi, semplice come Haring , corposo consumato impegnato e carico come la tradizione europea,ha lavorato a queste idee con il suo amico , il grande critico Carlo Pepi, con il quale è andato molte volte a Pisa ad ammirare il grande murale di Haring,
fantasticando su quella idea di pittura coì strana per un europeo, ma così accattivante per la sua schiettezza e semplicità , è nato da pochi anni il suo ARCHEO POP.
Alessandra aureli
Conduttrice dlla trasmissione Calendi Arte
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Silvia Del Seppia Nasce a Pontedera in provincia di Pisail 18 06 1969;
si dimostra fin da giovane molto abile nel disegno, e dopo essersi diplomata a pieni voti allìistituto statale d'arte di Cascina , s'iscrive all'accademia di Belle Arti di Firenze.
Segue corsi di pittura con Caldini ,Farulli, conseguendo ottimi risultati,precorrendo i tempi, poichè attratta dalla pittura figurativa, rimane un esclusa dall'ambiente culturale scolastico degli anni '90, così pur continuando a dipingere , si dedica al restauro pittorico di affreschi d'importanti chiese pisane e ville nobiliari.
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L’evoluzione artistica di Paolo Avanzi la si potrebbe definire come una rapida accelerazione, avvenuta dal 2002, conseguente ad un lungo e complesso apprendistato su tematiche che, seppure estranee alle arti figurative, ne hanno permesso la maturazione come artista.
Studi classici, pianoforte al conservatorio, laurea in psicologia, esperienze di organizzazione aziendale e una decina d’anni di scrittura creativa culminata nella pubblicazione di un romanzo e una serie di racconti… E’ questa la premessa di un’intensa attività pittorica che negli ultimi anni lo ha condotto a partecipare ad una serie di mostre e fiere a livello non solo nazionale ma anche internazionale.
Il percorso artistico di Paolo Avanzi prende le mosse da una elaborazione di motivi tipici dell’espressionismo astratto degli anni ’50 e ’60.
I suoi smalti in materie plastiche riprendono temi di Burri e di Pollock coniugandoli con una espressività più ironica che sofferta la quale troverà espressione nel successivo ciclo di impronta figurativa.
La scoperta delle possibilità offerte dalle tecniche di computer painting lo indirizza verso la manipolazione di immagini, prima limitata alle dimensioni cromatiche e poi estesa a quelle più strutturali.
Nell’ultima fase l’artista approda ad un’originale rielaborazione della figurazione fratta di scomposizioni progressive del soggetto. Un risultato a cui l’artista è giunto grazie ad un affinamento delle proprie tecniche pittoriche, unita ad una grande padronanza della grafica digitale.
BREVE PRESENTAZIONE DELL’ARTISTA
Paolo Avanzi è approdato alle arti visive dopo esperienze in settori molto lontani da quelli che tradizionalmente formano il classico “pittore”.
Ciò gli ha permesso di sviluppare un concetto di arte figurativa svincolato dall’ossequio a specifici canoni artistici. Paolo Avanzi ha assorbito quanto di più vicino sentiva affine alla propria sensibilità passando in pochissimo tempo dall’informale polimaterico alla Pop Art, fino ad arrivare ad un personale concetto di figurazione che parte dalle possibilità offerte dalla computer painting piuttosto che dall’osservazione del soggetto da ritrarre. Ne deriva una distorsione della prospettiva tradizionale che incide sul soggetto frammentandolo come attraverso uno specchio deformante.
Le sue opere sono progettate prima al computer come farebbe un ingegnere; dopodichè sono realizzate pittoricamente con olii e acrilici senza disdegnare istintualità ed espressività di stampo informale.
Paolo Avanzi è insomma un figurativo ispirato dalla tecnologia. L’esito della sua ricerca è una sorta di “network painting”, una rete di brandelli di immagini ripetute e variate così da creare un senso di dinamismo incessante.
Il segno di una tensione verso un futuro che già era stato preconizzato da Boccioni.
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Fiori Scretch, Scomposizione e New media.
Dal 2005 Gianluca Citi, matura l'idea dei fiori scretch, sono immagini di fiori, con distorsioni che creano effetti particolari, queste immagini devono la sua nascita alle precedenti esperienze dell'artista, innamorato fin da ragazzo della musica Hip Hop, ballerino di Break Dance fin dalla metà degli anni '80 cioè da quando esplose il fenomeno in Italia,ispirandosi , ai DJ di quegli anni, che muovevano i piatti , su cui giravano i dischi, creando dei suoni detti appunto, scretch.
nella sua pittura ha voluto ricreare quell'atmosfera folle ed esagerata di quei suoni ottenendo dalle deforamzioni dell'immagine dei fiori, cioè scretchando tridimensionalmente sull'immagine del fiore per ottenerne un immagine piu forte e d'impatto.
Il fiore è cosiì un pretesto, come una bella musica sulla quale incidere le proprie emozioni , come ogni fiore ha la sua forma ed i suoi colori, così come la musica di ogni canzone ha le sue note e la sua melodia.
Questi raffronti con il mondo della musica non sono casuali, Gianluca Citi, concepisce la sua arte con dei ciclim di lavori, così comei cantanti e le band , fanno dei dischi, chiuso uno si passa all'esperienza successiva, che è sempre naturalmente un'evoluzione della precedente esperienza.
Pensando alle sculture monumentali, delle antiche civiltà del centroamerica , Atzeche e Maya .
Queste sculture scolpite nella pietra in maniera diversa alla nostra cultura, che nei secoli ha scolpito un soggetto in un blocco definito, nella culture Precolombine , forse per le dimensioni troppo importanti, o semplicemente per scelta tecnica,hanno preferito scolpire i loro soggetti su piu blocchi sovrapposti e eo incastrati tra loro , l'erosione operata dal tempo in queste fessure ha accentuato le scanalature tra i blocchi, suggerendo una lettura piu inquieta di quelle sculture , anche qui si è sovrapposta alla sculura dell'uomo primo soggetto una scultura-erosione del tempo dando così un unico affascinante insieme,
Nascono così le Scomposizioni, anche in questo caso si tratta di un intervento su di una immagine preesistente, in genere dei volti che viene modificata, sezionandola in vario modo per ottenere vari effetti di rottura come in Jim Morrison, di inquietudine in ritratto di Silvia o di espansione verso il futuro nel ritratto di sua figlia Chiara , questo ciclo di lavori grafici, cede poi il passo all'uso della sperimentazione delle nuove tecniche digitali,
si ritorna al tema dei fiori , che viene però affrontato in maniera assolutamente contemporanea: l'uso della fotografia per ritrarre dei fiori o delle foglie sulle quali si è intervenuti dipingendoli a spruzzo o a pennello , con delle decorazioni che a volte richiamano i tatuaggi o gli effetti optical,
i soggetti si stagliano su degli sfondi anch'essi artificiali ricavati su dei pannelli , e con l'uso di esine polimateriiche e colorazioni a smalto, si vedono ricorrere di nuovo itemi dello scretch, simbolicamente rappresentati da delle striature che sono dei veri e propri solchi sulla materia.
Richiamo inconfondibile al tema dello "scretch", le illuminazioni artificiali e colorate contribuiscono ad enfatizzare un atmosfera irreale ed artificiale propria delle creazioni dll'uomo che tende sempre a modificare il suo ambiente , ed è qui che s'inserisce la tematica dell'artista che suggerisce, con ironia
quanto l'umanità tende a rimodellare abbellendo e distruggendo contemporaneamente il mondo che lo circonda.
Alessandra Aureli .
Critica televisiva d'arte.
nato a Cascina (PI) 0810 67, diplomato all'istituto d'arte della stessa città,
dopo aver maturato esperienze in vari ambienti, fumetto ed illustrazione editoriale e pubblicitaria, passando per i trompe l'oeil , e l'arredamento d'interni, nel 2004 maturo la volontà di una mia forma d'arte personale,
-Luglio 2005 , artista selezionato , premio Giovanni Gronchi città di Pontedera
-settembre 2005seconda rassegna di arti visive a Pontedera (PI)
-Gennaio 2006 , artista qualificato, alla competizione internazionale Premio Web Color, organizzata dalla galleria Kleinos
-Analoga qualificazione, questa volta tra i primi 50 artisti, in una competizione organizzata dalla galleria Art Periscope, di Czestochowa Polonia.
Settembre 2006 Comparazioni 2006 presso la galleria Artexpò di Bologna
- Ottobre 2006 artista selezionato alla Prima Biennale d'Arte Contemporanea di Lecce dal curatore Raffaele De Salvatore, direttore della rivista Euroarte.
-15Nov. 15 Dic. 2006 colletiva presso Metropolitan Art Gallery di Lecce.
-24 Dic al 31 Dic 2006 mostra personale, in occasione della inaugurazione dell'affresco S. Francesco ed il lupo, nella sala del convento a Peccioli (PI).
-Gennaio 2007 Artista finalista Kleinos WebColor
-25 Gennaio 2007, partecipazione ad ARTEFIERA di Bologna 2007 in occasione della presentazione del catalogo d'arte studio M.A.D.per la galleria ARTEXPO.
-Gennaio 2007, artista selezionato per la rassegna d'arte "festival sullo stretto " di messina, con la partecipazione del mondo cinematografico tra cui, la madrina della serata Maria Grazia Cucinotta.
dal 12 Febbraio al 3 Marzo 2007 alla Galleria Spazio Lattuada di Milano, collettiva Contenitore D 'emozioni, organizzata dal curatore Raffaele De Salvatore
01 Marzo 2007 collettva "Ho dormito con Andy Warhol"presso Euro Hotel Cascina (PI)organizzazione Caesar Onlus e Bellini Arte.
9 Settembre al 21 Settembre Apparizione nella rubrica televisiva CALENDI ARTE in occasione della presenza su invito ad
ARTEFIRENZE 2007
27 settembre 1 ottobre 2007 artista scelto da Gabriele Vilardo tra gli oltre 300 artisti iscritti , del Portale Degli Artisti ,per rappresentare Il Portale con una MOSTRA PERSONALE ad ARTE FIRENZE 2007
Da Novembre 2008 Gianluca Citi è ospite fisso nel programma televisivo CalendiArte condotto da Alessandra Aureli. di Sat 8,.
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